La sedia Anna

LA SEDIA ANNA

Ho appoggiato la testa allo schienale
di una sedia, e t’ho pensata,
immagine dell’Assenza. Sai che gioia,
abbracciato seduto sulla sedia
ti chiamavo per nome, e non sapevo
ch’era il nome della sedia che chiamavo.
Eri come una cosa fatta in legno,
con quattro gambe dritte e uno schienale,
eri la luce che riverberava
dalla finestra, erano le stelle,
era la luna o Dio solo sa che cosa
sopra la sedia, e anche tu eri bianca
come la luce, e pallida sedevi
e ti cercavo dove tu iniziavi,
ma ti trovavo dove tu finivi.
Eri di carne, ed ora sei di legno.

Questa sera ci sta con me una sedia,
ma è come fosse Anna. Sì, è una sedia,
ma è come se parlasse e mi dicesse
che anche una sedia può chiamarsi Anna,
Anna, posta in mezzo alla mia camera,
s’una morbida parquet, ed io, seduto
sopra di lei, abbracciato, e a dirle: Oh Anna…

Sì, c’è una sedia in ogni desiderio.
C’è un desiderio in cerca di una sedia.

LA SEDIA CHE NON ESISTE

Piero siede s’una sedia e guarda
ciò che non c’è e non è mai stato.
Anche lui, lui, Piero, non esiste,
e lo sa di non essere mai stato.
Malinconia di ciò ch’è inesistente,
e non gli viene in mente di pensarlo,
sa solo che non c’è, e ciò gli basta.
Siede s’una sedia, e ha la mestizia
di chi non pensa e sa di non pensare,
come il vento che va avanti e indietro,
e non lo sa che soffia, né ch’è il vento.
Piero guarda il suo Non essere che siede,
zitto e tranquillo, nella sua inesistenza,
come un cane che ha voglia di abbaiare,
ma lo sa che non esiste, e non abbaia.
O beata infelicità di chi non sa
di non esistere, di essere il non-Piero,
di tutto ciò che sa, non sa sia vero.

TUTTO A POSTO

Ma un giorno di pioggia non fa storia;
pioggia o no che sia, m’impigro
sedendomi s’una sedia,
la prima che mi capita. Son vivo.
Fuori dei vetri intanto piove,
ma non tribolo, non peno né m’importa
se piove, perché no?, quasi mi piace,
nell’usura del tempo, il transitorio
della pioggia che cade, la monotona
inveterata cadenza di chi cade.
Cade anche il Passato, redivivo,
nell’attimo del Presente – tutto a posto
nel novero del Tempo. – Oh voi beati,
che vedete e sentite lassù Dio,
dove l’aquila in volo ci sovrasta
in un unico sacro annullamento,
dite, come si sta sospesi in aria
senza un valido motivo per tornare?
E voi ditemi se lassù c’è il Paradiso…

METTI A REGISTRO

Metti a registro: il tempo che non viene,
la porta che si apre con i sogni
che si urtano tra loro per entrare,
e, in mezzo, nella calca, una candela
sopra una sedia. Una candela accesa.

Poi Anna, col capo sul cuscino
che non c’è, la trovi dentro un sogno,
tra quello appena entrato e un bouquet rosso
di rose, ed Anna che sospira.

Poi, un uomo alla finestra che la chiama
per nome. Ma non succede nulla,
tutto immaginato, la finestra
non c’è, non c’è mai stata, e neanche l’uomo.

No ci sta che la sedia, e la candela,
ed il nome di Anna. Ma in un’eco.
E forse c’è la bocca che la chiama,
anche s’è ora tarda. Oh Anna, Anna….
Forse non c’è nessuno. Un’invenzione.

Forse neppure io son qui che scrivo.
Quello che c’è è la candela. Spenta.

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7 thoughts on “La sedia Anna

  1. L’ha ribloggato su sovrasenso bisbigliatoe ha commentato:
    LA SEDIA ANNA

    Ho appoggiato la testa allo schienale
    di una sedia, e t’ho pensata,
    immagine dell’Assenza. Sai che gioia,
    abbracciato seduto sulla sedia
    ti chiamavo per nome, e non sapevo
    ch’era il nome della sedia che chiamavo.
    Eri come una cosa fatta in legno,
    con quattro gambe dritte e uno schienale,
    eri la luce che riverberava
    dalla finestra, erano le stelle,
    era la luna o Dio solo sa che cosa
    sopra la sedia, e anche tu eri bianca
    come la luce, e pallida sedevi
    e ti cercavo dove tu iniziavi,
    ma ti trovavo dove tu finivi.
    Eri di carne, ed ora sei di legno.

    Questa sera ci sta con me una sedia,
    ma è come fosse Anna. Sì, è una sedia,
    ma è come se parlasse e mi dicesse
    che anche una sedia può chiamarsi Anna,
    Anna, posta in mezzo alla mia camera,
    s’una morbida parquet, ed io, seduto
    sopra di lei, abbracciato, e a dirle: Oh Anna…

    Sì, c’è una sedia in ogni desiderio.
    C’è un desiderio in cerca di una sedia.

    Mi piace

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