La notte negli occhi

UN FATTO ECCEZIONALE

Esce di casa solo con il corpo,
non con l’anima, che vi resta dentro,
comoda e tranquilla, sul divano,
su cui s’era sdraiato a pisolare,
stanco com’era, a mezzo pomeriggio.

Ed è un fatto a dir poco eccezionale,
uscirsene solamente con il corpo,
un fenomeno diciamo dicotomico,
l’anima a casa e il corpo fuori, in strada,
ma comunque nessuno ci fa caso,
neanche gli amici, al bar, per il consueto
solito caffè o la sfida a briscola,
in attesa dell’ora della cena.
Anima o no, che importa? Se nessuno
ci fa caso, ne viene da arguire,
ci sia o non ci sia, è indifferente,
è una cosa che non serve proprio a niente.

C’È UNA SEDIA IN CIELO

C’è una sedia, mi dicono, sù in cielo,
una sola, per me, che mi aspetta,
anzi, mi spetta, gli altri che si arrangino,
se la vogliono occorre prenotarsela,
altrimenti lassù si resta in piedi.
Ma m’han detto che l’hanno posteggiata
in divieto di sosta, per la quale
me l’hanno trasferita giù in inferno.

Pur di non stare per eterno in piedi,
anche se sono pio e misericordioso,
ho deciso: me ne vado giù in inferno.

LA NOTTE NEGLI OCCHI

La notte stava dentro i nostri occhi,
il mio e il tuo un unico respiro,
chilometri di cielo e nebulose
lassù, che illuminavano la strada
che obliquava tra di noi e le stelle
in una gaia sarabanda di grilli.
Noi si andava senza saper dove,
né come né perché, ma dovevamo,
forse si sognava o si era svegli,
o forse non si era neanche vivi
– morti no, i morti non camminano,
così dicono, ma mancano le prove.-

Era un respiro che ci totalizzava,
quello del buio trapuntato d’echi
di grilli e di luccichii di stelle,
era il Tutto dentro il nostro Nulla,
lo Spirito incarcerato nella carne.

Una chissà che spiritualità fisica,
con la mia bocca come un sacerdote
che recita il mea culpa alla mia anima,
e io, anima e corpo, sussurravo: Amen…

TUTTO SOMMATO

Non importa tutto ciò ch’è fermo,
ma solo ciò che muta. Perché, vedi,
tutto sommato, è nella metamorfosi
che il divenire muta in divenuto,
così come l’essere in esser stato.
E sta nel transeunte delle cose
il nostro tendere a assomigliare a Dio
tramite il mutamento, ch’è la sola
unica via che porta al paradiso.
Siamo l’attimo che muta, solo Dio
resta così com’è, è sempre fermo.

ZITTO ZITTO

Come un atto d’amore la carezza
del buio sulla vecchia casa.
Un corrosa gronda sulla strada
gocciola balbettando una piovana
acqua di fine aprile. Nell’ascolto
io vivo senza odio e senza amore,
zitto zitto, così, senza far niente.

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