La risata in bocca

TRA SMUSSATI ANGOLI

Apro a te che leggi il mio quaderno,
la penna è già pronta a scrivere
una poesia di una fragile apparenza
sui tuoi splendidi occhi di donna.
Ma un cane abbaia e l’eco
frange la quiete di un sommesso ottobre.
Segue un silenzio doloroso e docile.

Vado tra smussati angoli: la via
corre tra neri e squallidi comignoli
sopra ritagli di un tormento d’edera..
Angeli azzurri in cima alle grondaie.

LA RISATA IN BOCCA

Tu sei ciò che mi manca, il mio non mio,
e il sogno a volte me la ricompone
la tua risata che ti squilla in bocca.
Tra sonno e veglia va tra le sue ombre
autunno incontro alle gaggie ormai spoglie,
e le foglie che scricchiano ai miei piedi
hanno il fruscio dei miei altri autunni.

Chi dunque porta via alla memoria,
le tue parole? Il vento no. Chi porta
autunno in cuore quando la mimosa
è in fiore
e la rosa rifoglia e tu dormi?

IL CANTO DEL FIUME

Il silenzio cantato dalle roste
alte del fiume era il mio silenzio,
suono prodigio dell’Adige in piena.
E mia era la sua voce, mio il vento
dai bagliori vocali, come sillabe
di un murmure verdissimo di foglie.

Anima mia, tremante batticuore
delle mie labbra, gioia e struggimento
pregnante di parole non parlate,
sei la mia sepolta meraviglia,
sei la blandizie al mio cuore arso.

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