Violini radenti di vento

TEMPO RESUSCITATO

Ma cosa vuoi, che cosa mai gridi,
tu che entri in una mia memoria
e ne accendi la luce?
Nella bruma
odo i tuoi passi mordere la ghiaia,
mentre già strepe il fuoco nel camino
e rinfiamma la brace, a ravvivare
come un piccolo rogo
nel mio cuore.
Brillano i vetri a quel barbaglio,
mentre ti vedo che mi siedi allato,
pallida come una tea in sfioritura.
Non sei più tu,
il tempo non riporta
nella memoria che una figura fioca:
ardi nel volto e ti fai di fiamma
nel buio che dà vita e ti distrugge.
Tempo resuscitato in un ricordo
nel balenio di un attimo.
E ti spegni,
svanisci come il fuoco di una lampada
ad olio,
e mi lasci al buio
in un oblio che tutto arde e sfiamma.
Il cuore e il sogno fan di questi scherzi.

LA REPUBBLICA DI TORQUEMADA

Quello che tu fai non ha valore
se lo fai a tuo giudizio e arbitrio,
disse il giudice.
E allora fa’ attenzione:
questo si fa, questo non puoi farlo,
che tu lo voglia o no, ti dò le norme
che regolano la tua vita.
E non transigo,
devi fare soltanto ciò che voglio!

L‘uomo non fiatò. Prese il cervello
e lo portò all’ammasso:
una discarica
tutta piena zeppa di cervelli.
Già che c’era, ci aggiunse la coscienza.

NON PESTATE LE FORMICHE

Caldo respiro il vento
nel pisolo meridiano.
Tutto è pace e silenzio.
Scorre tranquillo in mezzo al verde
l’Adige, compagno del mio viaggio
da Merano giù giù fino a Verona.
Vado da anni ed anni per la strada
bianca, tutta buche e sassi,
in un azzurro obliare di memorie.
Se tu mi avessi visto
anche una volta sola
andarmene in solitaria compagnia
con la mia ombra, morte,
forse mi lasceresti camminare
come faccio io, che bado
a dove metto i piedi,
per non dover pestare le formiche.

VIOLINI RADENTI DI VENTO

Una donna seduta sull’argine e un fiume che canta,
le cicale in attesa di un gesto di mano,
di un grido che accordi tranquille chitarre
tra l’erba, violini adenti di vento
che piangono.
Dove sei, primavera? Ti aspettano.
Una camicia bagnata che pende nel sole
e un vecchio a un balcone che guarda.
Il silenzio
ha colori di aria e si perde lontano.
E il tempo che avanza, inesausto,
ma piano, quasi i punta di piedi.

LA LUNA E IL GRILLO

La luna, e lo si sa, è innocua
fin che resta lassù in cielo e non cade.
Spazia da un capo all’altro del cielo
e ci dà l’idea di una cosa arcana,
al riparo dal mondo delle cose.
La guardo, anzi, la contemplo
dalla valle del tempo perduto,
dove il silenzio è un tabernacolo
e le nubi hanno vesti monacali
e vanno in lunga lenta processione
come pie donne sù per un Calvario.
In questa pace che aleggia tutt’intorno
ringrazio il grillo d’essermi fratello.
Solo che lui canta, ed io stono.

CONTESTAZIONI

Né il panda né il rinoceronte bianco
godono d’una tutela quasi pari
alla tutela
del Capo dello Stato.
Figlio della politica, sta in alto,
nell’empireo, lassù, da dove scende,
con tanto di ministri e generali,
per assolvere al rito straordinario
del taglio con le forbici.
Sì, è vero,
è senz’altro un esperto del mestiere,
e, sforbicia che ti sforbicia, la cosa
ogni tanto ci pare
che gli riesca.
E noi, che stiamo in basso, lo si applaude
(e in ciò noi siamo esperti, e, a quanto pare,
in genere
ci riesce molto bene,
dato che si è modesti volontari
della claque), dicevo:
lo si applaude
ad ogni sforbiciata ( Ma che bravo!
forse è andato a un corso di cucito
e,-logico,-di taglio…).
Sì, si merita
quantomeno quel che prende Donnaruma
dal Milan, per reingaggio.
A parte il fatto
ch’è il Milan che si svena, e non lo Stato.
(Ma prende poco assai,
se pensi a Fazio,
e qui è lo Stato, ossia noi, che lo paghiamo…)

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One thought on “Violini radenti di vento

  1. Sottoscrivo le tue contestazioni che varrebbero ben più stizzite espressioni, ma già hai reso ben l’idea….
    In quei violini radenti di vento c’è un verso che sinceramente mi ha ammaliata ” Il silenzio
    ha colori di aria e si perde lontano…” è di una bellezza impressionante.
    Buona serata Italo, con uno sguardo alla luna e l’ascolto piacevole di un grillo canterino

    Mi piace

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