Il piede e la pozzanghera

pozza

Il nostro comportamento a volte è abitudinario, e liquidiamo qualsiasi modo di essere per superficialità, menefreghismo o ignavia. Una voglia di lasciar perdere ( cosa vuoi che m’importa? frègatene, ma chi te lo fa fare? ), tanto che ogni cosa sembra appartenere al già fatto, al già scritto, alla stupidità del quotidiano, del ripetitivo. Ciò vale un po’ per tutte le forme di comportamento, per quelle espressive ed anche gestuali. Chi fa questo o quest’altro, o quest’altro ancora, lo fa per abitudine, senza personalità, senza coraggio o senza coscienza di uscire dal banale, dall’anonimato. Tanto, lo si fa perché lo si deve fare, è giusto che venga fatto. Anche senza accorgercene.

Pensate infatti a quando, nel camminare per strada, si evita meccanicamente, senza alcun ragionamento che ci sproni a farlo, anzi, senza la coscienza di stare a farlo, una pozzanghera, e si devia il piede, proseguendo poi a camminare senza aver fatto caso di averla evitata. L’automatismo dei riflessi condizionati:

                                  pozzanghera = piede che devia

Come se il ragionamento l’avesse fatto il piede, e non noi. Siamo come marionette che si muovono in un teatrino. Altri è colui che ci fa muovere, noi eseguiamo supinamente senza ribellarci.

Il bambino che non devia il piede ma lo inzacchera ben bene nella pozzanghera, lo fa perché lo vuole fare, desidera fare l’esperienza del piede inzaccherato, la curiosità di cosa si prova è per lui più forte del riflesso condizionato di deviare il piede. Si potrebbe quasi dire che la curiosità della sensazione del piede nella pozzanghera è il riflesso condizionato, automatico, della voglia della scoperta. E che per riflesso condizionato non devia il piede ma va a cacciarlo nella pozzanghera.

Siamo succubi di un manierismo comune alla cultura ( “non la pensi come noi, tu che sei un intellettuale?  allora non sei un politically correct! ” ), alla politica, agli affari, alla morale ( “come? non sei anche tu per i matrimoni omosessuali?  non ti piace che si eliminino le parole papà e mamma e che al posto loro si mettano genitore 1 e genitore 2 ?  ma allora sei un fascista! ” ), un manierismo che sembra emergere dalla nostra società in  questa prima parte di secolo così tormentato ).

Abituati, per ignavia, al quotidiano, veniamo collocati, se non si devia il piede, dentro un qualunquismo di maniera che nuoce alla nostra produttività, alla nostra creatività, al nostro essere e appartenere. La superficialità sembra diventata un bene prezioso, e non ce ne stupiamo in questa continua sconfitta di valori che ci toglie il respiro della personalità.

Annunci

3 pensieri su “Il piede e la pozzanghera

  1. Caro Italo. come hai ragione e, pensa…Da bambina, e anche adesso non devio,non salto, non mi accodo alle mode, non rinuncio al mio pensiero ( seppur a volte errato) ma: mi ficco nella Pozzanghera e mi beo anche
    Ti auguro una domenica serena e amabile
    Mistral

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Il piede e la pozzanghera | kenzokymura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...